VII NapleSMeeting

26 Novembre 2021
RAZIONALE SCIENTIFICOPROGRAMMA

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Programma

Razionale Scientifico

Sebbene la stragrande maggioranza (85-90%) dei pazienti con Sclerosi Multipla (SM) esordisca con una forma recidivante-remittente (RR), caratterizzata da fasi di riattivazione clinica e/o radiologica della malattia e fasi di remissione, una significativa percentuale di questi pazienti evolve, entro 15-20 anni, ad una forma progressiva. In questa fase, definita come secondaria-progressiva (SP), la disabilità neurologica tende a diventare progressiva ed irreversibile ed è per lo più indipendente dalla comparsa di ricadute cliniche e nuove lesioni alla RM. Esiste poi una piccola (10-15%), ma non irrilevante, percentuale di pazienti che esordisce sin dall’inizio con una forma progressiva di malattia, la cosiddetta forma primariamente progressiva (PP), caratterizzata da una prognosi più sfavorevole.

Le forme progressive di SM sono caratterizzate, a livello tessutale, dalla predominanza degli aspetti neurodegenerativi diffusi (perdita di neuroni e assoni, con prevalente coinvolgimento della sostanza grigia corticale, profonda e midollare) su quelli infiammatori/demielinizzanti focali (comparsa di nuove lesioni della sostanza bianca e della sostanza grigia), anche se appare sempre più rilevante la presenza delle cosiddette “smouldering lesions”, lesioni cronicamente attive, che si espandono lentamente nel tempo e che si associano ad un più grave danno tessutale e ad un decorso clinico più sfavorevole.

La terapia delle forme progressive di SM rimane ancora molto complessa e sfidante, sebbene negli ultimi anni siano stati approvati alcuni farmaci con evidenze di efficacia incoraggianti. L’impossibilità di trattare efficacemente le forme progressive di SM dipende da almeno due fattori principali: i) la mancanza di molecole/farmaci in grado di esplicare un’ azione neuroprotettiva e/o rigenerativa (es. pro-mielinizzante), ii) la difficoltà, nella pratica clinica – anche per la mancanza di scale cliniche dedicate e sufficientemente sensibili – di identificare e trattare precocemente i pazienti destinati a virare verso la progressione.

E’ dunque indispensabile che la comunità scientifica si aggiorni e si confronti costantemente in merito agli avanzamenti delle conoscenze riguardo i substrati patologici/fisiopatologici e gli aspetti clinici, prognostici e terapeutici della progressione primaria e secondaria di malattia.

Quanto mai attuali, poi, soprattutto in corso/in uscita da una devastante pandemia come quella del COVID, ritornano i temi (i) del rischio infettivo in corso di SM ed in particolare nei pazienti in trattamento con farmaci modificanti il decorso ad elevata efficacia e (ii) dell’utilità, della sicurezza e dell’efficacia delle vaccinazioni nelle persone con SM in trattamento immunomodulante/immunosoppressivo.

Questi, in breve, gli argomenti che saranno trattati nella VII edizione – in versione “ibrida” – del NapleSMeeting che, anche quest’anno, vedrà coinvolti numerosi esperti di rilievo nazionale ed internazionale e che, ci auguriamo, sarà l’occasione per un vivace e proficuo confronto sulle tematiche trattate.